Nel mese di giugno del 1950 Antonio Rubino ha pubblicato in prima pagina del Gazzettone il bellissimo disegno che vi riproponiamo in questo numero. Il tema è quello dell’apparenza che inganna e che simbolicamente viene sconfitta dalla luce di una candela accesa. Un’apparenza ingannevole così sono stati definiti i recenti incendi e attentati da molti politici.
“La mafia non esiste” è il ritornello che abbiamo letto ed ascoltato proprio come negli anni ‘60 e ‘70 facevano i politici democristiani in Sicilia sbeffeggiando coloro, in realtà molto pochi , che denunciavano l’intreccio di potere tra Cosa Nostra e la politica. Un ritornello utilizzato anche dal Presidente del Consiglio e dal Governo contro i disfattisti che offrono un’immagine distorta del nostro paese. Negare l’esistenza della mafia per salvare la nostra immagine turistica. Difficile immaginare che il turismo nel ponente sia in crisi per colpa di Saviano o del Procuratore di Sanremo che, con ostinazione, denuncia il fenomeno delle infiltrazioni criminali nella nostra economia provinciale. Ed ancor più difficile spiegare il motivo per cui i corto circuiti o le autocombustioni si accaniscano soltanto contro gli esercizi commerciali. In questo numero affrontiamo questo tema.
Un tema complesso e difficile perché c’è poco da ridere di fronte all’escalation di attentati. Viene meno l’idea di un fenomeno mafioso solo meridionale, abbiamo il terrore di pensare che la mafia sia in casa nostra. La mafia è in primo luogo illegalità. La rimozione di un cartellone pubblicitario di 6 metri per 3 fatta non perché offre una discutibile visione da tergo di una donna, ma semplicemente perché abusivo, conferma l’esistenza di un diffuso problema di illegalità. Viviamo in una realtà dove il rispetto delle regole è un optional riservato agli sciocchi mentre l’abuso è diventata la regola e chi lo commette un “furbo” da imitare. Domenica 9 maggio si terrà a Cinisi, vicino Palermo, la manifestazione in ricordo di Peppino Impastato nel 32° anniversario della sua morte. Fu ucciso dalla mafia per aver usato contro la mafia un’arma terribile: l’ironia. Il Gazzettone sarà a Cinisi scherzando con il fuoco dei lumicini di Rubino.
Claudio Porchia